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diario
post pubblicato in diario, il 10 ottobre 2011


 

Venerdì 28 ottobre alle ore 21

saranno ad Alba al Teatro Sociale

l’On. Walter Veltroni e

lo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo

Walter Veltroni, attualmente Deputato, è stato direttore dell’Unità, Ministro, Segretario dei Democratici di Sinistra, parlamentare Europeo, Sindaco di Roma, primo Segretario del Partito Democratico, giornalista e scrittore. L’ultimo suo libro “L’INIZIO DEL BUIO “.

Aldo Cazzullo è nato ad Alba . Dopo quindici anni alla «Stampa», dal 2003 è inviato ed editorialista del «Corriere della Sera». Oltre alle vicende italiane, ha seguito le elezioni di Bush, Obama, Erdogan, Zapatero e Sarkozy, le Olimpiadi di Atene e Pechino e i Mondiali di calcio in Giappone e Germania.
Ha pubblicato tredici saggi e non aveva mai pensato di scrivere un romanzo. Fino a quando non si è imbattuto, nella sua città, in una storia che non poteva non essere narrata. Da qui il nuovo libro “ LA MIA ANIMA E’ OVUNQUE TU SIA “.

Discuteremo con loro dei rispettivi ultimi libri.

La serata è organizzata dalla Fondazione “ UGO CERRATO”.

Ufficialmente riconosciuta dalla Regione Piemonte, è nata su iniziativa di un gruppo di albesi impegnati a vario titolo nella vita politica e culturale cittadina. Intende perseguire attraverso la discussione ed il confronto, idee , progetti e studi sulla realtà albese e sulla sua storia.

Ha inteso ricordare nel nome il compianto Ugo Cerrato. Autentico maestro di vita, appassionato e leale, combattivo e capace di tradurre, come l’amico Beppe Fenoglio, l’esperienza della Resistenza in una lezione attuale e necessaria.


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COSA E' LA FONDAZIONE UGO CERRATO
post pubblicato in diario, il 15 settembre 2008


 
 
 
 
E’ una Fondazione di cultura politica, che ha tra le sue finalità il compito di tenere sempre viva la conoscenza delle origini e dei ruoli della sinistra albese. Si riconosce nei valori e nella cultura della sinistra democratica e riformista, Italiana ed Europea.

E’ uno strumento di riflessione pubblica, utilizzato per alimentare la discussione sui principali nodi dell’innovazione politica ed economica locale ed italiana.

E’ un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano, per contribuire alla vita politica del nostro paese.

ORIGINE DEL PROGETTO

E’ stata costituita il 17 maggio 2008, e ufficialmente riconosciuta dalla Regione Piemonte il 14 maggio 2009 , su iniziativa di un gruppo di iscritti al Partito dei Democratici di Sinistra, Unione Comunale “ Leonardo Cocito “ di Alba.

Dopo aver coinvolto nel progetto tutta la struttura locale del Partito, da quel confronto ha preso le mosse la Fondazione . Istituzione autonoma, che intende perseguire attraverso la discussione ed il confronto, l’alimentazione di idee e progetti politici - culturali.

IL PATRIMONIO

La Fondazione “ Ugo Cerrato “ svolge il proprio programma in condizioni di indipendenza ed autonomia. Attraverso il patrimonio del Fondo di dotazione, costituito dal conferimento effettuato dal Fondatore e consistente nei locali dove ha la sede ufficiale la Fondazione ad Alba, in via Giraudi 4/b; bene intangibile, che viene amministrato con criteri conservativi.

E attraverso il patrimonio del Fondo di gestione, costituito dalle rendite e dai proventi derivanti dalle attività della Fondazione, utilizzato per il Finanziamento delle singole attività operative





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STATUTO DELLA FONDAZIONE
post pubblicato in STATUTO, il 15 settembre 2008


 

 

STATUTO

della

FONDAZIONE UGO CERRATO

Articolo 1
E' costituita, ai sensi degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile, una Fondazione, senza scopo di lucro, denominata "FONDAZIONE UGO CERRATO", con sede in Alba, via Giraudi numero 4 bis. La Fondazione opera nell'ambito territoriale della Regione Piemonte, Provincia di Cuneo.

Articolo 2

La Fondazione ha come finalità la promozione di attività volte allo studio, alla ricerca, alla formazione, all'innovazione politica, ha il compito di tenere sempre vive la conoscenza delle origini e dei ruoli della sinistra albese e si riconosce nei valori e nella cultura della sinistra democratica ed europea.Nel perseguimento dei suoi scopi istituzionali può: a) intraprendere iniziative volte ad affermare, diffondere e sostenere l'identità, il pensiero, la storia, la tradizione culturale e l'azione politica della sinistra; b) favorire l'incontro fra personalità politiche, studiosi ed accademici, professionisti, imprenditori e soggetti appartenenti alle altre parti sociali e al mondo del lavoro e comunque fra tutti coloro che possano fornire supporto di idee ed ogni utile contributo e sostegno alle attività della Fondazione, e comunque, all'azione politica della sinistra; c) promuovere e favorire attività di ricerca, studio, consultazione, per sviluppare la conoscenza delle idee e delle azioni delle associazioni partitiche della sinistra; d) promuovere, progettare e organizzare, anche su commessa o sulla base di appositi finanziamenti, attività formative, corsi, convegni e seminari nelle discipline di sua competenza, sia in via diretta, sia a mezzo di enti, strutture e organismi pubblici o privati a cui potrà aderire; e) promuovere pubblicazioni delle opere dei pensatori e delle personalità della sinistra; f) promuovere attività tese a conservare, valorizzare, incrementare e salvaguardare i beni e il patrimonio,mobiliare e immobiliare; g) promuovere, nel rispetto della vigente normativa, la raccolta di fondi e la richiesta di contributi, pubblici e privati, locali, nazionali, europei e internazionali, da destinare agli scopi della Fondazione stessa, anche attraverso feste e manifestazioni appositamente organizzate; h) sostenere, nei limiti e sotto l'osservanza delle vigenti disposizioni di legge, le iniziative politiche e le attivitài ntraprese dalla sinistra e dalle associazioni che la compongono. La Fondazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle ad esse strumentali, connesse od accessorie.

Articolo 3

Per il raggiungimento dei suoi scopi, la Fondazione potrà, tra l'altro: a) stipulare tutti i contratti e gli atti, tra cui, senza esclusione di altri, mutui, finanziamenti di qualsivoglia natura e tipologia, anche atipica, compravendite di proprietà mobiliari e immobiliari, acquisti di diritti reali su beni mobili e immobili, locazioni, comodati, convenzioni di qualsiasi genere con enti pubblici e privati o con privati, che siano considerati necessari e/o utili per il raggiungimento delle finalità della fondazione; b) amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice o comodataria, o comunque posseduti e detenuti; c) stipulare convenzioni per l'affidamento in gestione di parte delle attività di propria competenza; d) partecipare ad associazioni, enti ed istituzioni, pubblici e privati, la cui attività sia rivolta, direttamente o indirettamente, alla promozione del dibattito politico e dello sviluppo culturale e civile della società; e) costituire, ovvero concorrere alla costituzione, sempre in via accessoria e strumentale rispetto al perseguimento degli scopi istituzionali, con assunzione di responsabilità limitata, di società di persone e/o dicapitali e/o cooperative, nonché partecipare a società del medesimo tipo, sempre con assunzione di responsabilità limitata.

Articolo 4 

Il patrimonio della Fondazione è costituito:
- dal fondo di dotazione costituito dal conferimento effettuato dal Fondatore;

- da elargizioni fatte da altri enti, pubblici o privati, o da donazioni o lasciti testamentari fatti da persone

fisiche, con espressa destinazione ad incremento del patrimonio;

- dai beni, mobili ed immobili, che sono pervenuti e/o perverranno a qualsiasi titolo alla Fondazione;

- dalle somme delle rendite non utilizzate e dai proventi delle attività proprie che, con deliberazione del

Consiglio di Amministrazione, possono essere destinate ad incrementare il patrimonio;

- dai fondi di riserva costituiti con eventuali avanzi di gestione;

- da contributi attribuiti al fondo di dotazione dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici.

Articolo 5
 Il fondo di gestione, per l'adempimento dei compiti della Fondazione, è costituito:

- dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione, che non siano

espressamente destinati al patrimonio;

- da eventuali donazioni o lasciti testamentari o elargizioni che pervengano alla Fondazione da enti o da

persone fisiche interessati ai suoi fini, che non siano espressamente destinati al patrimonio;

- dai contributi destinati alla attività della fondazione o finalizzati a specifiche iniziative;

- dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie o strumentali, e da qualsiasi altro provento, che non siano espressamente destinati al patrimonio.

Le rendite e le risorse della Fondazione saranno impiegate per il funzionamento della Fondazione e per la realizzazione dei suoi scopi, secondo le direttive del Consiglio di Indirizzo e le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione, che ne determineranno criteri e modalità di impiego, nell'osservanza del presente statuto.

Non è ammessa, in nessuna forma, distribuzione di utili.

Articolo 6
Fondatore è la UNIONE COMUNALE "LEONARDO COCITO" dei Democratici di Sinistra (DS) di

ALBA, già Partito Democratico della Sinistra, con sede in Alba, via Giraudi numero 4 bis, codice fiscale 90029430049.

Articolo 7

Possono assumere la qualifica di "Sostenitori" enti, amministrazioni pubbliche, persone giuridiche, persone fisiche, singole o associate, che, condividendo le finalità della Fondazione, partecipano alla realizzazione dei suoi scopi mediante contributi in denaro o beni, materiali e immateriali, in misura non inferiore a quella stabilita, annualmente, dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Possono assumere la qualifica di "Aderenti" gli enti, amministrazioni pubbliche, persone giuridiche, persone fisiche, singole o associate, che contribuiscono, in via non continuativa, agli scopi della Fondazione in conformità a quanto deliberato di anno in anno dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione. I "Sostenitori" e gli "Aderenti" sono ammessi con deliberazione del Consiglio di Amministrazione. Qualora,entro 90 (novanta) giorni di calendario dalla domanda di ammissione, il Consiglio di Amministrazione non si sia pronunciato, la domanda deve intendersi rigettata. La qualifica di "Sostenitore" e di "Aderente" permane per il periodo per il quale il contributo è stato regolarmente versato ovvero la prestazione regolarmente eseguita. I "Sostenitori" e gli "Aderenti", nell'ambito di assemblee riservate alle specifiche categorie, potranno proporre per la nomina al Consiglio di Indirizzo uno o più consiglieri, in conformità a quanto sarà deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Le loro assemblee saranno convocate dal Presidente della Fondazione e delibereranno validamente, a maggioranza semplice, indipendentemente dal numero degli associati (Sostenitori o Aderenti) presenti. Almeno una volta all'anno il Presidente della Fondazione convoca l'assemblea dei "Sostenitori" el 'assemblea degli "Aderenti" (anche congiuntamente) al fine di fornire informazioni sull'attività della fondazione.

Articolo 8
 Sono organi della Fondazione:

a. il Consiglio di Indirizzo;

b. il Presidente del Consiglio di Indirizzo;

c. il Consiglio di Amministrazione;

d. il Presidente del Consiglio di Amministrazione;

e. il Collegio dei Revisori dei Conti;

f. il Comitato Scientifico;

g. il Direttore Generale.

Articolo 9
 Il Consiglio di Indirizzo, nominato per la prima volta dal Fondatore in sede di atto costitutivo,

svolge compiti di programmazione, indirizzo ed individuazione degli obiettivi fondamentali delle attività della

Fondazione per il perseguimento degli scopi statutari.

I Consiglieri di Indirizzo durano in carica a vita. In caso di morte, incapacità, dimissioni o di cessazione per

qualsiasi causa dalla carica di una delle persone fisiche nominata membro del Consiglio di Indirizzo, gli altri

Consiglieri di Indirizzo, con la maggioranza dei 3/4 (tre quarti) dei Consiglieri in carica, procederanno alla

cooptazione di un nuovo Consigliere di Indirizzo che, resterà a sua volta in carica a vita.

L'esclusione di un Consigliere di Indirizzo può essere deliberata dal Consiglio di Indirizzo con il voto unanime

di tutti gli altri Consiglieri in carica. L'esclusione sarà validamente operante a far tempo dalla data della

deliberazione.

Il Consiglio di Indirizzo ha il compito di:

a. eleggere, ogni tre esercizi, i membri del Consiglio di Amministrazione, dopo averne fissato il numero;

b. nominare il Presidente del Consiglio di Indirizzo;

c. nominare i membri del Collegio dei Revisori dei Conti, salvo i primi, nominati nell'atto costitutivo;

d. deliberare lo scioglimento della Fondazione e la devoluzione del patrimonio, sotto l'osservanza delle

norme legislative e regolamentari in vigore;

e. deliberare le modifiche dello Statuto della Fondazione;

f. approvare il Bilancio che sarà predisposto dal Consiglio di Amministrazione;

g. autorizzare il Consiglio di Amministrazione alla vendita e all'acquisto di beni immobili e/o di partecipazioni

societarie, nonché, alla contrazione di mutui e/o finanziamenti di importo superiore ad Euro 500.000,00

(cinquecentomila e centesimi zero).

Le riunioni del Consiglio di Indirizzo sono tenute almeno una volta all'anno, nonché ogni qualvolta se ne

ravvisi l'opportunità o ad istanza di almeno due dei membri, nel luogo di volta in volta indicato nell'avviso di

convocazione, anche diverso dalla sede della Fondazione, purché nell'ambito territoriale della Regione

Piemonte.

Il Consiglio di Indirizzo è convocato dal Presidente del Consiglio di Indirizzo mediante lettera raccomandata

con avviso di ricevimento o fax, con avviso di ricezione, o messaggio di posta elettronica, con conferma di

lettura, o altro mezzo equipollente che garantisca la prova dell'avvenuto ricevimento, almeno otto giorni di

calendario prima della data fissata per la riunione. L'avviso deve contenere l'indicazione dell'ordine del

giorno, del giorno, dell'ora e del luogo dell'adunanza. In caso di urgenza, la convocazione avviene con

telegramma o telefax, inviato con tre giorni di preavviso.

Il Consiglio di Indirizzo delibera a maggioranza dei suoi componenti, salvo che per le deliberazioni di

modifiche statutarie per le quali è necessario il voto favorevole di tanti consiglieri che rappresentino la

maggioranza dei 4/5 (quattro quinti) dei componenti.

Delle adunanze del Consiglio di Indirizzo è redatto apposito verbale, firmato dal Presidente o, in caso di sua

assenza o impedimento, dal Vice-Presidente, se nominato, o dal Consigliere più anziano di età, e dal

Segretario, di volta in volta nominato a maggioranza tra gli intervenuti.

Articolo 10
 Il Presidente del Consiglio di Indirizzo è designato, fatto salvo per il primo mandato per il quale

è nominato dal Fondatore, dal Consiglio di Indirizzo fra i suoi membri e lo presiede.

Il Presidente del Consiglio di Indirizzo, inoltre:

a. redige annualmente una relazione sull'attività della Fondazione, da sottoporre all'approvazione del

Consiglio di Indirizzo e da comunicare al Consiglio di Amministrazione;

b. cura l'osservanza dello Statuto e ne promuove la riforma qualora si renda necessario;

c. cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi.

Il Consiglio di Indirizzo può nominare un Vice-Presidente, che sostituisce il Presidente in caso di assenza o

impedimento di questi.

Articolo 11
 Il Consiglio di Amministrazione è composto, secondo quanto fissato dal Consiglio di Indirizzo,

da un minimo di tre ad un massimo di sette membri, compreso il Presidente ed il Vice- Presidente. I

componenti del Consiglio di Amministrazione vengono nominati dal Consiglio di Indirizzo.

Possono essere nominati componenti del Consiglio di Amministrazione anche i componenti del Consiglio di

Indirizzo.

I Consiglieri di Amministrazione restano in carica tre esercizi, salvo revoca da parte del Consiglio di Indirizzo

e possono essere riconfermati dopo la scadenza del mandato.

In caso di morte, incapacità, dimissioni o di cessazione per qualsiasi causa di un membro del Consiglio di

Amministrazione, il Consiglio di Indirizzo, tempestivamente convocato dal Presidente del Consiglio di

Indirizzo, procede alla sua sostituzione.

Il Consiglio di Amministrazione, salvo quanto riservato al Consiglio di Indirizzo, ha l'amministrazione

ordinaria e straordinaria della Fondazione. In particolare:

a. approva la relazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione sull'attività della Fondazione e sulle

linee generali del suo sviluppo, anche tenendo conto della relazione del Presidente del Consiglio di Indirizzo;

b. nomina il Direttore Generale ai sensi dell'articolo 17 del presente Statuto;

c. predispone il bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo;

d. approva il regolamento della Fondazione;

e. delibera sui contratti da stipulare nell'interesse della Fondazione e sulle liti attive e passive, delegando il

Presidente del Consiglio di Amministrazione all'esercizio dei relativi adempimenti;

f. delibera in ordine all'accettazione di eredità, legati e donazioni, delegando il Presidente all'esercizio dei

relativi adempimenti;

g. predispone e attua i programmi di lavoro e di intervento della Fondazione, secondo le direttive del

Consiglio di Indirizzo;

h. delibera sulla destinazione delle somme e dei beni non apportati al patrimonio della Fondazione;

i. individua i dipartimenti della Fondazione e procede alla nomina dei Responsabili;

j. determina il numero di componenti del Comitato Scientifico e li nomina;

k. delibera su eventuali accordi di collaborazione fra la Fondazione e altri enti o privati, fissandone le

condizioni;

l. delibera sui contributi, sovvenzioni e collaborazioni da dare alle iniziative di altri enti e/o associazioni di

qualsivoglia tipologia, che corrispondano ai fini perseguiti dalla Fondazione;

m. delibera, all'occorrenza, la costituzione di Commissioni Consultive;

n. svolge ogni ulteriore compito ad esso attribuito dal presente Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione può, inoltre, conferire speciali incarichi ai singoli Consiglieri, fissandone le

attribuzioni e i limiti.

Articolo 12
 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione provvede alla convocazione del Consiglio di

Amministrazione ogni qualvolta se ne ravvisi l'opportunità per dar luogo alle deliberazioni previste dal

presente Statuto, ma comunque almeno due volte all'anno, per la predisposizione e l'approvazione del

bilancio preventivo e del conto consuntivo. Il Consiglio di Amministrazione deve, altresì, essere convocato

ogni qual volta ne faccia richiesta almeno un terzo dei Consiglieri in carica.

La convocazione del Consiglio di Amministrazione deve essere fatta con lettera raccomandata con avviso di

ricevimento o fax con avviso di ricezione o messaggio di posta elettronica, con conferma di lettura, spediti

con almeno sei giorni di preavviso, ovvero, in caso di urgenza, a mezzo telegramma o telefax, inviato con

almeno due giorni di preavviso. L'avviso di convocazione deve contenere l'ordine del giorno della adunanza

e la indicazione del giorno, dell'ora e del luogo della riunione, anche diverso dalla sede, purché nel territorio

della Regione Piemonte.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce sotto la presidenza del Presidente, o del Vice-Presidente, e

designa un Segretario anche al di fuori dei suoi componenti.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce validamente con la presenza della maggioranza dei membri in

carica.

E' ammessa la possibilità di intervento a distanza mediante l'utilizzo di sistemi di collegamento audio o video,

a condizione che siano rispettati il metodo collegiale ed i principi di buona fede e di parità di trattamento.

Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti. In caso di parità, la

proposta si intende respinta. Le deliberazioni constano da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal

Segretario, steso su apposito libro.

Articolo 13
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, se non nominato dal Consiglio di Indirizzo, è

designato dal Consiglio di Amministrazione fra i suoi componenti e lo presiede.

Non vi è incompatibilità fra la carica di Presidente o membro del Consiglio di Indirizzo e di Presidente del

Consiglio di Amministrazione.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale della Fondazione di fronte ai terzi

ed in giudizio, firma gli atti, convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione ed esercita i poteri che il

Consiglio di Amministrazione gli delega in via generale o per singoli atti.

Il Presidente, inoltre:

a. redige annualmente, anche sulla scorta della relazione relativa all'esercizio precedente disposta dal

Presidente del Consiglio di Indirizzo, una relazione programmatica sull'attività futura della Fondazione e sulle

linee generali del suo sviluppo, da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;

b. cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi, anche al fine di

instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione;

c. esercita tutte le altre funzioni previste dallo Statuto.

Articolo 14
 Il Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione è designato dal Consiglio di

Amministrazione su proposta del Presidente e sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento di

quest'ultimo.

Articolo 15
 Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti, nominati

dal Consiglio di Indirizzo, scelti tra le persone iscritte nel Registro dei Revisori Contabili da almeno cinque

anni.

Al Consiglio di Indirizzo spetta anche la designazione del Presidente,

Il Collegio dei Revisori dei Conti vigila sulla gestione finanziaria della Fondazione ed esercita il controllo

contabile.

Il Collegio dei Revisori dei Conti resta in carica tre esercizi ed i suoi componenti possono essere confermati.

I componenti del Collegio dei Revisori dei Conti possono assistere alle riunioni del Consiglio di Indirizzo e del

Consiglio di Amministrazione.

La carica di Revisore è incompatibile con quella di membro del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di

Amministrazione della Fondazione, nonché con ogni altro incarico conferito dalla Fondazione medesima.

Articolo 16
 Il Consiglio di Amministrazione potrà costituire un Comitato Scientifico determinandone il

numero dei componenti, le funzioni e la durata.

Articolo 17
Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente, può nominare un Direttore

Generale, determinandone le competenze e relative deleghe operative.

Il Direttore, se nominato, partecipa senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

Articolo 18
Il Consiglio di Amministrazione, qualora lo ritenga utile, può costituire ed avvalersi,

determinandone composizione, compiti e durata, di Commissioni Consultive che svolgono funzioni istruttorie,

preparatorie, di coordinamento e supporto tecnico, organizzativo e operativo a determinate attività del

Consiglio stesso.

Articolo 19
 Non sono previsti emolumenti per i componenti gli Organi di Indirizzo e di Amministrazione,

salvo il rimborso delle spese vive sostenute. Per i componenti l'Organo di Controllo sarà previsto un

compenso non superiore ai minimi previsti dalle vigenti disposizioni normative.

Articolo 20
 L'esercizio finanziario della Fondazione ha inizio il primo gennaio e si chiude al trentuno

dicembre di ogni anno.

La Fondazione è tenuta ad adottare e redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad

esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione ed in

particolare alla tenuta dei libri giornale ed inventario, in conformità a quanto disposto dagli articoli 2216 e

2217 del Codice Civile.

Il bilancio di esercizio della Fondazione dovrà essere redatto ed approvato entro 120 (centoventi) giorni dalla

chiusura dell'esercizio annuale e rappresentare adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e

finanziaria della Fondazione.

Articolo 21
 La Fondazione è sciolta e posta in liquidazione, con deliberazione del Consiglio di Indirizzo, con

la maggioranza di 4/5 (quattro quinti) dei suoi componenti.

Per l'esecuzione della liquidazione, il Consiglio di Indirizzo nomina uno o più liquidatori. I beni che residuano

dopo l'esecuzione della liquidazione saranno devoluti con deliberazione del Consiglio di Indirizzo a sostegno

delle iniziative politiche e delle attività intraprese dalla sinistra italiana e dai partiti politici, enti e associazioni

che la compongono, nel rispetto della normativa vigente.

Articolo 22
 Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto, si applicano le vigenti disposizioni di legge.

In originale firmato:

Felice Bonardi

Alluto Ivana Lorenzina Carla in Giustetto

Giovanni Arbocco

Bonardi Pierangelo

Capezzera Paolo

Cabases Cabases Nicolas

Marco Casetta

Ferrero Armando

Vittorio Freccero

Luciano Giri

Giustetto Giovanni

Manassero Armando

Giovanni Battista Panero

Panza Elena

Carlo Salomone

Massimo Scavino

Torta Antonio

Mario Antonio Riu teste

Marano Giuseppe teste

Diego Podetti notaio




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Fotografi in Langa
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2008


 

Generazione di fotografi in Langa

Agnelli e gli scatti a Fenoglio e Pinot Gallizio che hanno fatto il giro del mondo
di Carlo Petrini
NELLA FOTOGRAFIA: Agnelli,Fenoglio, Cerrato.

«Senza passato non può esserci futuro, e io ho fotografato il passato. Ora ho problemi di vista, ma va bene così». Aldo Agnelli, classe 1924, con tanta semplicità sintetizza così la sua lunga carriera di fotografo ad Alba. Nel 1990 ha cominciato ad avere problemi agli occhi, ha subito quattro operazioni e ha dovuto smettere di praticare la sua passione: la fotografia.

Viene in mente un parallelo con Beethoven e la perdita del suo udito, perché Aldo è stato non soltanto il fotografo per eccellenza della capitale delle Langhe, è stato anche un artista: «Se uno ama la fotografia deve fare delle buone foto, altrimenti è un mestiere come un altro, una routine che va bene per sfamare la propria famiglia. Ma io ho amato tanto la fotografia e allora ho sempre sentito il bisogno di trasmettere delle emozioni, le stesse che provavo io quando passeggiavo in Langa con i miei amici».

E che amici: Aldo Agnelli era fraterno con Beppe Fenoglio «fin da ragazzini, quando andavamo a fiume d´estate» ed è una delle persone che ricorda più volentieri: «Non posso fare a meno di pensare a lui, tutto il mio lavoro è intimamente legato a lui e alle passeggiate che facevamo, alle ferie trascorse insieme a San Benedetto Belbo, alle partite di pallone elastico per cui ci infervoravamo, alle lunghe serate che passavamo a chiacchierare a casa del Dottor Masera». Non a caso alcuni dei più bei ritratti dello scrittore e le foto di copertina di tutti i suoi libri sono a firma Agnelli. A Fenoglio possiamo aggiungere l´artista Pinot Gallizio, e tutti i protagonisti (Chiodi, Bussi, Cocito) del grande fermento culturale che Alba visse soprattutto negli anni '50.

Aldo Agnelli ha ereditato il mestiere da suo padre, che a sua volta lo ereditò dal nonno. Tre generazioni di fotografi. Il padre si trasferì da Milano ad Alba per amore. Aprì una bottega in Via Mazzini, che poi trasferì in pieno centro città, in Via Maestra, diventando un punto di riferimento per tutti gli amanti della fotografia fino alla sua chiusura, non molti anni fa: «Io avevo tre vetrine, e una di queste la dedicavo alle foto degli avvenimenti locali. Era come un giornale, ogni lunedì la cambiavo e la gente non vedeva l´ora di venire a curiosare, se c´era stato un funerale illustre, una partita di pallone elastico particolarmente sentita, un festa, qualsiasi cosa. Anni fa l´associazione commercianti fece una ricerca, ed emerse che la mia vetrina era la più vista di tutta Alba».

Infatti non c´è albese che non lo conosca e non ricordi quella bottega, dalla quale Agnelli ha documentato tutte le trasformazioni della città: «Prima della guerra i contadini scendevano dalle campagne in collina, la domenica, per farsi i ritratti di famiglia, era gente povera, che pian piano, dopo la guerra, ha partecipato all´industrializzazione della città e ha goduto di un improvviso benessere. La società albese è cambiata radicalmente in quegli anni, da centro commerciale agricolo Alba è diventata un polo industriale».

La seconda guerra fece da spartiacque; a quel tempo gli amici di Aldo Agnelli, Fenoglio su tutti, andarono a combattere in collina, da partigiani. Aldo non abbandonò mai il negozio, forte di un congedo poté restare nella città occupata e documentare anche quel periodo: «Non ho mai amato le armi, condividevo e capivo la lotta dei miei amici, ma la guerra non era nelle mie corde. Non che non si corressero ugualmente dei rischi, per esempio se si doveva andare a Torino a comprare pellicole e altro materiale per il lavoro, ma era la vita di allora, e la vivevamo».

Oggi le sue foto più belle - delle quali alcune hanno fatto il giro del mondo insieme alla fama di Fenoglio, di Pinot Gallizio, dei paesaggi mozzafiato di Langa, del tartufo e dei suoi personaggi, come Giacomo Morra - Agnelli le ha donate alla Fondazione Ferrero che le conserva, ma esistono almeno tre pubblicazioni, tra le quali l´ultimo libro "C´era una volta la Langa" (Artistica Editrice), che documentano la vita, i luoghi e il lavoro di questo personaggio incredibile, testimone privilegiato di un territorio unico, forte di uno sguardo, purtroppo oggi indebolito, che si sa consegnare a futura memoria, sapendo evocare per immagini le stesse emozioni provate in tutta una vita.
(08 settembre 2008)



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BEPPE FENOGLIO
post pubblicato in RICORDANDO UGO, il 2 settembre 2008


 



Ugo Cerrato racconta...
Come nacque "Un giorno di fuoco" di Fenoglio

di Fabio Bailo
Tratto dalla rivista "Bra", a cura dell'Istituto Storico di Bra e dei Braidesi


“Salotto Bellonci”. Così Pietro Chiodi, in omaggio a uno dei più grandi salotti letterari italiani, quello appunto di Maria Bellonci, creatrice del premio Strega, amava definire il giardino della casa di Ugo Cerrato a San Benedetto Belbo. «Benvenuto nel salotto Bellonci», ci saluta sornione il maestro Cerrato mentre ci invita a entrare in questa casa dell’alta Langa frequentata da molti esponenti della cultura italiana ma dominata da e consacrata a Beppe Fenoglio.

E, seduti sotto l’ombrellone incapace di scalfire il caldo di questo infuocato pomeriggio, proprio di Fenoglio parliamo, anzi Cerrato parla e noi prendiamo appunti. Cerrato, amico e sodale di Fenoglio fin dai tempi della lotta partigiana, racconta di come nacque Un giorno di fuoco, forse il più celebre dei racconti fenogliani, rievocazione di un fatto, «il più grande fatto prima della guerra d’Abissinia», accaduto poco lontano da questo giardino, nel paese di Gorzegno.

“«Era un sabato pomeriggio della fine del giugno del 1952 o 1953. Alcuni giorni prima Beppe e io eravamo stati alla San Paolo dove stampano la Gazzetta d’Alba e, per avere più informazioni possibili, avevamo scorso l’annata in cui si era svolto quel fatto di cui avevamo spesso sentito parlare. Quel sabato pomeriggio lo andai a prendere al caffè Savona dove, come al solito, stava animatamente discutendo di calcio. Quel caffè era allora il posto di ritrovo di molti scrittori e intellettuali, tra tutti mi ricordo Chiodi e un giovane Giovanni Arpino che proprio lì consegnò a Beppe una copia autografa del suo Sei stato felice Giovanni».

I ricordi si succedono e, improvvisamente, Cerrato si alza e ci conduce nella cantina dove ci mostra una Lambretta ormai arrugginita. «Con quella – dice indicandocela – siamo partiti da Alba e siamo saliti fin quassù, Manera, Borgomale, infine Gorzegno, il teatro della lucida follia di Pietro Gallesio rievocata in Un giorno di fuoco. Arrivati in paese ci siamo recati all’osteria e, dopo aver offerto da bere agli anziani presenti, abbiamo chiesto loro di raccontarci cosa ricordavano di quel lontano giorno, anzi di quei lontani giorni poiché Gallesio, compiuta la strage, restò asserragliato nel fienile per più giorni. Raccolti questi ricordi, che Beppe immagazzinò nella mente senza prendere alcun appunto, facemmo un sopralluogo alla chiesa del paese, alle rovine del castello e alla casa, ancora abitata, dove si erano svolti i fatti, duecento metri sopra la strada provinciale. Qui Beppe cominciò a immaginare come potevano essersi svolti i fatti».

Abbandoniamo la cantina, non senza aver afferrato una bottiglia di moscato in cui illudersi di affogare la calura, usciamo sulla strada verso alcuni ippocastani che ombreggiano un campo da bocce. «Scesa la sera siamo giunti qui, a San Benedetto, e dopo aver cenato, io Beppe e qualcun altro abbiamo giocato a bocce là sotto bevendo birra, raramente Beppe beveva vino. Le bocce erano allora nelle Langhe uno degli sport più diffusi assieme alla pantalera, una variante del pallone elastico. Mi ricordo di una partita in cui io, Beppe e il fotografo Aldo Agnelli giocammo contro mio fratello Sergio, Placido Canonica, l’oste di San Benedetto presente in tanti scritti fenogliani e un terzo che ora mi sfugge. Perdemmo e dovemmo pagare ai vincitori quarantotto birre… Comunque sia, il mattino successivo fui svegliato da uno strano ticchettio che proveniva dalla strada. Mi alzai dal letto, aprii le persiane, mi affacciai al terrazzino e vidi Beppe, che aveva dormito da noi, sul ciglio della strada seduto su un gradino di pietra, oggi cementato nel muro adiacente. Sulle ginocchia teneva la sua Olivetti portatile, a fianco aveva alcuni fogli appallottolati, a un certo punto sollevò obliquamente la macchina da scrivere e, soffiando sui tasti, spazzò via la cenere caduta dalla sigaretta perennemente accesa. Non fumava più le Craven inglesi come durante la guerra ma il vizio gli era rimasto».

Contrariamente a quello che spesso gli accadrà in seguito, Fenoglio scrisse questo racconto con grande rapidità. Inviatolo alla rivista fiorentina Paragone che glielo aveva commissionato, Un giorno di fuoco gli valse quarantamila lire. «Puoi immaginare la sua gioia, era il suo primo racconto pagato e con quelle lire – conclude Cerrato – Beppe, dopo essersi comprato un foulard inglese, invitò tutti noi, gli amici più stretti, a trascorrere alcuni giorni ad Alassio».









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IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO
post pubblicato in CONSIGLIO DI INDIRIZZO, il 18 agosto 2008



 ALLUTO Ivana  in Giustetto- ARBOCCO Giovanni - BONARDI Pierangelo- BONARDI Felice-CAPEZZERA Paolo- CABASES CABASES Nicolas- CASETTA Marco- FERRERO Armando- FRECCERO Vittorio -GIRI Luciano- GIUSTETTO Giovanni- MANASSERO Armando- PANERO Giovanni Battista-  ( Presidente ) -PANZA Elena - SALOMONE Carlo ( Tesoriere )- SCAVINO Massimo - TORTA Antonio

 




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IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
post pubblicato in CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, il 18 agosto 2008


 

- PANERO Giovanni Battista ( Presidente )

- CONTE Damiana

- ODORE Giorgio




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IL COMITATO SCIENTIFICO
post pubblicato in COMITATO SCIENTIFICO, il 18 agosto 2008


 

 

 

Il Comitato Scientifico

È il luogo dell’elaborazione della Fondazione di cultura politica Ugo Cerrato , nata nel 2008 su iniziativa dei democratici di sinistra albesi per contribuire al mantenimento, alla diffusione e alla contaminazione dei valori di riferimento del socialismo europeo e del riformismo democratico e progressista. La Fondazione si impegna, infatti, nella ricerca per il rinnovamento del socialismo europeo che, dopo un secolo di successi nella riforma dello Stato e del sistema capitalistico, nella prospettiva della democrazia e della giustizia sociale, deve affrontare le profonde trasformazioni dell'economia globalizzata e della rivoluzione tecnologica, che impongono nuove categorie di analisi e nuovi orizzonti progettuali. Ciò è vero per i socialisti, ma anche per le altre culture riformiste del mondo come i cristiano-sociali e i liberal-democratici, o come i movimenti democratici che sono nati in Asia, in Africa e in Sud America per combattere il colonialismo, e che ancora debbono affrontare conflitti durissimi e talvolta sanguinosi. Ed è parimenti vero per la sfida del Partito Democratico alla quale la nostra Fondazione vuole portare il suo autonomo contributo.

Il rilancio degli ideali di giustizia sociale propri del socialismo richiede, oggi, una nuova visione delle aspirazioni alla libertà individuale, un nuovo nesso logico, etico e ideale con la questione dei diritti umani e civili, non disgiunti da una grande forza morale che aiuti a superare i molti ostacoli di un cammino di liberazione, che sarà ancora lungo.

In sintesi quindi il Comitato Scientifico della Fondazione UGO CERRATO :
È uno strumento di elaborazione della riflessione pubblica della fondazione stessa, per alimentare la discussione in seno all'opinione colta sui principali nodi dell'innovazione politica ed economica e sui passaggi necessari all'Italia , e in particolare all’albese e al cuneese dove operiamo, per ridefinire i suoi fondamenti politico-culturali.

È uno strumento di ricerca, per promuovere studi e approfondimenti capaci di alimentare la produzione di idee riformiste e riformatrici all'altezza delle sfide di questo nuovo secolo.

È uno strumento di formazione, per l'aggregazione di professionalità e competenze attorno all'obiettivo della promozione competitiva di nuove classi dirigenti nella politica e nella società.

È uno strumento di contaminazione tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano, per contribuire alla vita politica con soluzioni di governo adeguate al nuovo scenario mondiale attraversato da potenti correnti di innovazione di cui l'Italia è stabilmente partecipe.

Come lavora

Il Comitato Scientifico supporta la Fondazione nello svolgimento della propria attività di riflessione pubblica attraverso l'ideazione e l'organizzazione di convegni, tavole rotonde e cicli di formazione. Parallelamente, promuove e ospita all’interno della Fondazione stessa seminari di discussione incentrati su singole questioni di agenda politica o economica. interna e internazionale, animati da personalità del mondo della ricerca, della politica e delle istituzioni.

L'obiettivo di far dialogare ricerca e politica, sapere e responsabilità pubblica, viene perseguito dalla Fondazione chiamando a collaborare ai singoli progetti competenze esterne individuate di volta in volta dal comitato scientifico.

Inoltre il comitato scientifico svolge per conto della Fondazione attività di ricerca, di divulgazione e di approfondimento sull’operato e la storia del suo fondatore “ Ugo Cerrato” sfruttandone le particolari sinergie culturali che possono aprirsi a partire dalla vita e dall’operato culturale e politico

Con una struttura di lavoro leggera, il Comitato Scientifico diffonde i risultati delle attività della Fondazione attraverso strumenti editoriali tradizionali e tramite i canali informatici più innovativi.

- SCAVINO Massimo ( Presidente Comitato Scientifico)




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